Vetri Portanti

Possiamo parlare di “vetro portante” ogniqualvolta i moduli in vetro debbano resistere a dei carichi permanenti o accidentali.
Esempi di realizzazioni ormai molto diffuse in vetro che rivestono ruolo portante sono:
 Gradini;
 piani calpestabili;
 vetrate a protezione della caduta nel vuoto;
 coperture, pensiline;
 parapetti in quanto presidi di sicurezza;
 pinne di controvento;
 pareti di piscina.

Il capitolo 9 della UNI 7697:2015 chiarisce che i manufatti in vetro devono essere opportunamente progettati in funzione di come sono vincolati e dei carichi applicati. Per quanto riguarda la progettazione degli elementi in vetro con ruolo portante fra i documenti idonei si può citare il CNR DT210:2013 “ Istruzioni per la Progettazione, l’Esecuzione ed il Controllo di Costruzioni con Elementi Strutturali di Vetro”. Documento emanato dal Consiglio Nazionale delle Ricerche riconosciuto quale documento di riferimento per la progettazione in quanto citato nel cap. 12 delle NTC 2008.
Per la progettazione di elementi avente funzione di tamponamento (es. moduli per finestre e facciate) ci si può riferire oltre che alle Norme specifiche per le facciate.

Sulla base dei carichi, dell’applicazione specifica, dei vincoli e delle scelte progettuali il vetro con ruolo portante sarà costituito da vetro stratificato con più lastre e con opportuni intercalari polimerici. La Norma UNI 7697:2015: “Criteri di sicurezza nelle applicazioni vetrarie” richiede inoltre che per tali applicazioni le scelte vengano fatte in modo che sia evitato il rischio di collasso immediato Post Rottura.

I vetri utilizzati con il ruolo strutturale di elementi calpestabili hanno in molti casi la necessità di avere caratteristiche antisdrucciolo.
Nel dettaglio i vetri antisdrucciolo devono essere valutati secondo il metodo B.C.R.A. (British Ceramic research Association Ltd) e la superficie sottoposta a prova deve garantire valori del coefficiente di attrito maggiori di 0,40 sia in condizioni asciutte che bagnate.

Il DM n. 236 del 14/06/1989 definisce anche alcuni degli ambiti in cui l’utilizzo di pavimentazione antisdricciolo è obbligatorio come ad esempio:
 spazi adibiti ad attività scolastiche, sanitarie, assistenziali, sportive;
 spazi esterni e parti comuni di edifici e complessi residenziali;
 scale comuni.

ATT

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