La Guida del Vetro: CONDENSAZIONE

La comparsa della condensa sui vetri dei serramenti è un evento naturale e può essere ricorrente. È necessario capire l’origine del fenomeno, in modo da poter limitare, ove possibile, le cause che ne determinano l’insorgenza. Affinché si verifichi una condensa su una superficie, sono necessarie due condizioni: una significativa differenza di temperatura tra due ambienti e un alto tasso di umidità. Una doccia, una pentola con l’acqua che bolle, i panni stesi ad asciugare all’interno, ma anche più semplicemente la nostra presenza, sono situazioni che concorrono ad aumentare il tasso d’umidità delle abitazioni.

Nel caso di vetrate isolanti, che costituiscono ormai la totalità dei nuovi serramenti, il fenomeno della formazione di condensa si presenta sotto tre forme, in particolare:
 sulla faccia esterna o faccia 1;
 sulle facce interne 2 e 3 della vetrata isolante;
 sulla faccia interna o faccia 4.
A causa dell’effetto di ponte termico dovuto agli intercalari delle vetrate isolanti, la formazione della condensa sarà molto diversa a seconda che ci si situi all’esterno o all’interno dell’edificio.

1. CONDENSA ESTERNA ALLA FINESTRA

Immagine4.pngIn presenza di particolari condizioni ambientali di umidità e bassa temperatura, può formarsi condensa sulla superficie esterna della vetrata isolante.
Questo fenomeno avviene maggiormente d’inverno nelle prime ore del mattino e interessa vetrate isolanti soprattutto basso emissive rivolte verso ampi spazi aperti verdi. La condensa superficiale sulla faccia esterna si produce generalmente sul punto più freddo della vetrata situato principalmente nella zona centrale, là dove le dispersioni termiche sono più deboli.
Il fenomeno della condensa esterna non è dannoso e non è generato dal cattivo funzionamento del vetrocamera, ma al contrario, dimostra che la vetrata funziona correttamente, isolando adeguatamente l’ambiente interno e disperdendo poco calore verso l’esterno.
Per ridurre l’effetto di appannamento del vetro, una soluzione efficace consiste nell’utilizzare un trattamento idrofilo sul vetro, che impedisca la formazione delle goccioline di condensa.

2.CONDENSA INTERNA ALL’ABITAZIONE

Immagine.pngLa condensa superficiale sulla faccia interna origina generalmente negli angoli a causa del raffreddamento prodotto dal ponte termico.
Il fenomeno della condensa superficiale sulla faccia che è rivolta all’interno dell’abitazione è essenzialmente legata ai fattori seguenti:
– il clima esterno;
– la temperatura dell’aria interna;
– la produzione di umidità nell’edificio;
– la portata della ventilazione;
– la temperatura superficiale della parete.

Il modo migliore per limitare la condensa superficiale sulla faccia interna è quello di captare il vapore acqueo alla fonte (prodotto ad esempio in cucina e in bagno) ed eliminarlo direttamente convogliandolo all’esterno. All’occorrenza, si può ottimizzare il sistema di riscaldamento e di ventilazione degli ambienti. È anche possibile ridurre il rischio di condensa utilizzando vetrate isolanti con un distanziatore a bordo caldo.
Questo ha l’effetto di aumentare la temperatura di superficie del vetro interno e permette così di ridurre il rischio di condensa negli angoli.

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3. CONDENSA INTERNA AL VETROCAMERA

Immagine3Indipendentemente dalle considerazioni sulla difficoltà di mantenere il comfort interno, la condensa nell’intercapedine dei vetrocamera avviene generalmente per difetto di tenuta della sigillatura primaria costituita dal cordolo di butile, che unisce le lastre di vetro al distanziatore e per quella secondaria, del sigillante. L’alterazione di tenuta di questa doppia barriera genera migrazioni di vapore che possono portare al fenomeno dell’appannamento interno all’intercapedine.
Nell’intercapedine, in corrispondenza del distanziatore, è collocato un disidratante che ha il compito di assorbire il vapore acqueo contenuto nel vetrocamera immediatamente dopo la sua realizzazione e anche quello che dovesse entrare successivamente alla posa.
Qualora vi siano delle infiltrazioni dall’ambiente esterno verso l’interno del vetrocamera, il sale disidratante giunge a saturazione e non è in grado di assorbire il vapore acqueo proveniente dall’ambiente confinante. In particolari condizioni di temperatura superficiale si ha la condensazione del vapore.
La formazione di condensa sulle superfici in intercapedine, provoca la variazione delle caratteristiche ottiche dell’elemento tecnico determinando una riduzione delle prestazioni ottico-energetiche. Quando la presenza è prolungata nel tempo il fenomeno di alterazione può diventare di tipo chimico e irreversibile.

Avvertenze

• Una condensazione sulle superfici esterne del vetrocamera (esterno all’abitazione o interno alla casa) che si produce:
– in periodi di forte umidità;
– in locali a forte produzione di umidità momentanea (ad es., bagno);
– in periodi eccezionalmente freddi.
E’ normale se il fenomeno è passeggero e cioè scompare quando anche la causa scompare. Questa condensazione non può tuttavia essere permanente.
• Durante i lavori di ristrutturazione o di costruzione di un edificio, l’utilizzo di materiali edili quali cemento, malta, gesso e ceramiche necessita dell’uso di grandi quantità d’acqua. L’asciugatura di tali materiali genera all’interno degli edifici un clima transitorio (talvolta per oltre un anno) caratterizzato da un’umidità anomala che eleva in modo altrettanto anomalo i rischi di condensa.
• Spazi circoscritti: anche nei locali generalmente ben arieggiati e/o riscaldati in funzione del loro utilizzo, si possono creare degli spazi circoscritti scarsamente ventilati e produrre in essi climi localizzati caratterizzati da un’umidità anomala (ad esempio, lo spazio creato tra serramenti e tendaggi, disposizione di decorazioni o mobili in prossimità di serramenti, ecc.). Il rischio di condensa in tali spazi è molto più elevato del normale.

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